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10/04/2018

AcomeA Breve Termine si rifà il look: investirà in ottica globale



Novità importanti in casa AcomeA SGR. Dal 9 aprile 2018, è stata introdotta una modifica di regolamento che riguarda il fondo AcomeA Breve Termine, gestito da Alberto Foà e Marco Sozzi. 

Il Fondo avrà la possibilità di investire fino al 100% del portafoglio (precedentemente il limite era del 30%) in titoli obbligazionari denominati in divisa diversa dall’euro, coprendo integralmente il rischio di cambio.

Le ragioni che hanno condotto a questa modifica di regolamento trovano origine nella particolare congiuntura dei tassi euro, che oggi vede i titoli a breve termine dell’eurozona viaggiare prevalentemente in territorio negativo.

Osservando la media dei tassi governativi dei titoli euro, la prima scadenza associata ad un rendimento positivo (+ 0,007%) è di 4 anni. Guardando ad un bond con rating AAA, bisogna spostare lo sguardo a 5 anni e 7 mesi.

Se a questo si aggiungono i primi sintomi di una lenta normalizzazione dei tassi in Europa, riteniamo che ci siano più rischi che opportunità nei paesi appartenenti all’area euro.

Assumere un’ottica globale consentirà al Fondo di migliorare la diversificazione geografica e aprire nuove opportunità di investimento sulle curve di Paesi extra-europei

AcomeA Breve Termine manterrà invece inalterato il vincolo di duration, che non potrà superare i 36 mesi.

 

Le scelte dei nostri gestori: uno sguardo ai paesi emergenti

Allo stato attuale, una parte considerevole del fondo (30%) è investita in bills greci, che si sono rivelati nell’ultimo anno tra i best performers sui mercati obbligazionari. Tuttavia, a questi livelli di rischio/rendimento (i titoli a tre-sei mesi di scadenza sono ora emessi a poco più dell’1%), preferiamo ridurre gradualmente l’esposizione verso la Grecia e ricercare opportunità altrove.

In termini di strategia del fondo, guardiamo con interesse alle scadenze brevi (fino a tre anni) dei titoli emessi da paesi emergenti in dollari, in particolare dell’area Middle East, ma anche ai titoli in valuta locale emessi da Sud Africa, Messico e, marginalmente, Turchia.

Quest'ultimo merita un discorso a parte. I titoli della Turchia a breve scadenza oggi offrono rendimenti molto elevati (nell’ordine del 14%, tasso che però è pressoché annullato in caso di copertura del rischio di cambio), che riflettono tuttavia la percezione del mercato di una bassa indipendenza della banca centrale turca rispetto alle politiche economiche espansive di Erdogan. L’inflazione si mantiene saldamente sopra il 10% seppur in calo rispetto ai massimi di novembre 2017. Qualora la banca centrale, sulla spinta di una continua, rapida svalutazione della lira dovesse rialzare il tasso di riferimento e mostrarsi più attenta rispetto al forte disavanzo di current account, potrebbe creare le condizioni per una buona performance sul tratto breve/medio della curva dei rendimenti.

Infine, ecco uno sguardo alle curve dei rendimenti di alcuni paesi emergenti che mettono a confronto la situazione oggi con quella di un anno fa.