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19/10/2018

Mercato italiano: impatti dello spread e posizionamento dei fondi



In questo diario del fondo riassumiamo le considerazioni espresse da Giacomo Tilotta, Gestore azionario dei fondi AcomeA Italia e Acomea Europa, durante il webinar AcomeA On Air andato in onda nel mese di Ottobre 2018.

Il 2018 è stato un anno altalenante per il mercato azionario italiano. Nella prima parte dell’anno, sulla spinta dei dati macro positivi, l’indice principale italiano FTSE Mib ha sovraperformato rispetto al mercato europeo. Nella seconda parte, invece, le tensioni sul commercio internazionale, con la guerra dei dazi, e le questioni politiche interne hanno fatto vivere al mercato una fase di vulnerabilità.

In termini di valutazioni settoriali, misurati con il rapporto prezzo su utili, alcuni settori dell’economia europea e italiana mostrano oggi dei prezzi di mercato sottovalutati rispetto alla media storica.

Tra i settori sottovalutati ci sono in primo luogo banche e finanziari, che soffrono l’aumento dello spread Btp-Bund, ma anche telecom, energetici e consumi ciclici come l’industria automobilistica.

Settore bancario: quali impatti dalla crescita dello spread

La crescita dello spread richiama alla memoria i fatti del 2011, ma oggi il contesto macroeconomico dell’Italia e del suo settore bancario è diverso.

Anche se le banche italiane sono correlate alle dinamiche dello spread, la situazione patrimoniale a livello di sistema rimane comunque positiva.

Secondo una ricerca condotta da Intermonte Sim, un aumento di 100 punti base di spread (più o meno l’area in cui viaggiamo oggi) assorbirebbe al massimo lo 0,5% di capitale delle banche italiane.

Lo stesso studio rivela che fino a 400 punti di spread, tenendo costanti gli altri fattori, le banche italiane manterrebbero i loro requisiti patrimoniali superiori al target minimo, senza quindi la necessità di ricapitalizzazione.

In media, le banche scambiano oggi sul mercato ad un prezzo pari a 7/8 volte gli utili, alcune anche a 5. Si tratta di valutazioni sicuramente attraenti e “a sconto” rispetto al resto del mercato.  

Il posizionamento dei fondi azionari di AcomeA

Sul fondo azionario AcomeA Europa mostriamo un’esposizione azionaria al 98%, che è stata incrementata nell’ultimo mese per sfruttare le opportunità presenti sul mercato.

In termini di esposizione geografica e settoriale, l’Italia pesa circa il 20%, mentre le banche e finanziari italiani pesano circa il 9% del portafoglio.

Guardiamo con interesse anche al settore delle telecomunicazioni e adottiamo un approccio di stock picking sul settore della tecnologia, che mostra valutazioni in linea con il mercato ma con alcuni titoli a sconto.

Per quanto riguarda il mercato delle small e mid-cap italiane, nel 2018 si registra una sottoperformance rispetto a quella dell’indice delle big cap (Ftse Mib).

La presenza di valutazioni attraenti ha portato il comparto delle small e mid-cap a pesare circa il 50%, quindi ben oltre il minimo del 21%, sul fondo azionario Pir-compliant AcomeA Italia.

L’esposizione azionaria del portafoglio AcomeA Italia è di circa il 98%, di cui il 34% è investito in banche e finanziari italiani, che è oggi il settore più rappresentativo per i motivi citati in precedenza.

Infine, sul fondo AcomeA Patrimonio Esente, l’esposizione azionaria si mantiene al 31% e predilige il settore tecnologico e della meccanica industriale.