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Un accenno ai costi dei fondi comuni di investimento



I costi e le commissioni dei fondi comuni di investimento (di Sicav ed ETF) variano molto da prodotto a prodotto. Considerato che si tratta di una voce che può pesare notevolmente sul rendimento dell'investimento è molto importante esserne consapevoli. Anche se ne parleremo approfonditamente nella linea Lilla, qui iniziamo ad accennarli.

Tutti i costi dei fondi comuni d'investimento

Per approfondire prosegui il tuo viaggio sulla linea Lilla.
Innanzi tutto esiste un modo per orientarsi nella selva dei costi e delle commissioni dei fondi grazie a due indicatori sintetici che raccolgono le principali voci di costo previste: si tratta delle Spese Correnti (Ongoing Charge), e del TER (Total Espense Ratio).

Cosa sono le Spese Correnti?

Le spese correnti sono il totale dei costi annuali ricorrenti del fondo e includono due delle principali voci di costo dei fondi comuni:

  • Le commissioni di gestione.
  • Le commissioni di collocamento (solo per i cosiddetti "fondi a cedola").
Oltre a queste voci, le spese correnti includono anche altri oneri (più bassi), come il compenso della banca depositaria e le spese contabili (le spese amministrative, di revisione, e di servizio), mentre sono escluse le commissioni di performance e le commissioni di ingresso e uscita. E’ obbligatorio esplicitare le spese correnti nel KIID, il documento che contiene le informazioni sintetiche sul fondo comune.

Attenzione!
Se notate una differenza tra spese correnti e commissioni di gestione potrebbero essere applicati altri costi, come le commissioni di collocamento (tipiche dei fondi a cedola), oppure potrebbe essere troppo elevato il costo degli strumenti in cui il fondo è investito.

Cos'è il TER (Total Expense Ratio)?

Il TER è la somma di tutte le voci di costo di un fondo comune:

  • Le spese correnti.
  • Le commissioni di performance.

Il TER, come le spese correnti, è espresso come percentuale del patrimonio del fondo comune.
E' utile confrontare il TER e le spese correnti per avere un’indicazione della dimensione delle commissioni di performance del fondo.

Infografica: Che cos'è il TER Total Expense Ratio


I costi dei fondi comuni

Commissione di gestione

Si tratta della remunerazione dell’attività di gestione della SGR ed è (o meglio: dovrebbe essere!) proporzionata a quanto lavoro è richiesto al gestore per gestire il portafoglio del fondo. 
Tale commissione può variare significativamente in base al fondo sottoscritto. Ad esempio, per un fondo a gestione attiva la commissione è di solito più elevata rispetto ad un fondo passivo; lo stesso dicasi per un fondo azionario rispetto a un monetario.
La commissione di gestione viene incassata dalla SGR, ma una cospicua fetta di questo costo viene retrocesso a chi ha collocato (cioè venduto) il fondo, come ad esempio la banca o il consulente finanziario. Questa retrocessione, che può arrivare fino all’80% della commissione di gestione, va a coprire un servizio che il collocatore deve fornire al sottoscrittore durante e dopo la vendita del fondo comune: la cosiddetta “consulenza”. In assenza del servizio di consulenza (come quando si acquistano i fondi online o in Borsa), le commissioni devono essere inferiori.

Commissione di sottoscrizione e di rimborso

Si tratta delle commissioni pagate nel momento in cui si effettua l’investimento o in cui si decide di riscuotere il proprio capitale. La commissione di sottoscrizione (o di ingresso) è indicata come percentuale dei soldi versati e di solito varia a seconda della tipologia del fondo. La commissione di uscita (o di rimborso) è spesso funzione del tempo trascorso dalla sottoscrizione del fondo: maggiore è il tempo trascorso, minore sarà la commissione applicata sull’importo rimborsato. 
Queste commissioni sono sempre meno applicate da parte dei collocatori dei fondi: se avete a che fare con uno sportello bancario o con un promotore finanziario il consiglio è di negoziare per ottenere la cancellazione di questa tipologia di commissione.

Commissione di collocamento

Se le commissioni di ingresso sono quasi scomparse perchè troppo evidenti, l’industria finanziaria non si è fatta cogliere impreparata e ha inventato una tipologia di commissioni altrettanto pesante per i nostri portafogli: le commissioni di collocamento
Si tratta di una commissione a carico del fondo, quindi non evidente ed esplicita come quelle di sottoscrizione e rimborso. 
La commissione di collocamento può essere applicata solo ai fondi comuni di investimento con una finestra di collocamento (come i cosiddetti "fondi a cedola"): sono fondi che hanno un periodo di tempo in cui è possibile investire, scaduto il quale non sono previste nuove sottoscrizioni, e una scadenza. 
La commissione di collocamento è prelevata subito in un’unica soluzione e ammortizzata linearmente (cioè in parti uguali) fino alla scadenza dello stesso fondo, tipicamente un periodo di cinque anni. 
Un esempio? Investire 10.000 euro in un fondo a cedola che scade tra 5 anni con commissione di collocamento del 3% significa che i vostri soldi "veri" investiti sono 9700 euro da subito, ma vedrete addebitarvi commissioni di collocamento "solo" per lo 0,5% all'anno.
Nel caso in cui l’investitore decida di richiedere un rimborso prima della scadenza, allora si vedrà addebitata tutta la parte di commissione che non è ancora stata ammortizzata. 
Le commissioni di collocamento, visti i vantaggi che portano alla SGR e a chi colloca i prodotti, sono quasi sempre presenti nei fondi comuni a cedola.

Commissione di performance (o di incentivo)

Questa commissione viene percepita dalla SGR quando la gestione del fondo ottiene performance positive (nel caso dei fondi flessibili) o superiori a quelle del benchmark prestabilito.
L'idea che ne sta alla base è di incentivare la corretta e buona gestione del fondo, allineando gli interessi del gestore e del cliente. 
Fin qui nulla di male, tuttavia non tutte le commissioni di performance sono calcolate in modo “equo" per gli investitori del fondo. 
Per evitare commissioni favorevoli più alle tasche della SGR che alle proprie, il sottoscrittore deve conoscere:

  • qual è la periodicità in cui vengono calcolate e prelevate;
  • qual è il metodo di calcolo.

Se la periodicità è troppo frequente e il il metodo è diverso dall’HighWatermark, è opportuno approfondire, potrebbero essere commissioni molto dannose per i nostri risparmi.